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ASSEMBLEA ORDINARIA Roma 12 dicembre 2014

Relazione del Presidente

  • Cari Amici,
    è con una certa emozione che mi accingo per la prima volta a condividere con tutti Voi un mio pensiero su quello che l’anno, che a breve finirà, ha rappresentato sia per il Ramo Cauzioni in generale che per la nostra associazione in particolare.

  • E con il pensiero rivolto a queste realtà diverse nella forma, ma assolutamente integrate nella sostanza mi è stato chiaro come con una parola avrei potuto definire questo 2014: l’anno del CAMBIAMENTO. Un cambiamento che ha inciso e che inciderà, nel prossimo futuro, in maniera profonda nel nostro quotidiano.

  • Un cambiamento dettato, lato business, da scelte politiche e conseguenti normative introdotte; lato Associazione, dalla necessità di una profonda riorganizzazione sia per i mutati contesti in cui siamo chiamati a confrontarci quotidianamente che per le importantissime defezioni avvenute nel corso di questo anno: Milano e Fondiaria Sai (ora Unipol Sai) e lo scorso anno : Generali e INA Assitalia (ora GeneralItalia); queste compagnie, rappresentate da colleghi ed amici, sono state parti trainanti di questa associazione. A loro, per il lavoro svolto nei lunghi anni di partecipazione, va il mio più sentito ringraziamento.

  • Per entrare nel merito di cosa è stato il 2014 per il nostro settore, non possiamo ancora una volta non sottolineare come siamo nel pieno di quella che ormai da alcuni anni risulta essere una delle crisi economiche tra le più difficili e drammatiche degli ultimi 100 anni a livello mondiale (qualcuno afferma peggiore addirittura di quella del 1929); crisi economica ancor di più accentuata in Italia in quanto ha coinciso con una profonda crisi del sistema paese nel suo complesso. Solo per dare un dato di questa crisi dobbiamo nostro malgrado, come sempre confrontarci con i fallimenti avvenuti in Italia: questi sono stati, nei primi 6 mesi del 2014, ancora in aumento del 10% rispetto al medesimo periodo del 2013. La crescita quindi è continua e con percentuali sempre superiori alle due cifre ormai dal 2008. Anche l’Ance ha dato i propri numeri su questa crisi: a settembre 2014 sono stati 60.000 i posti di lavoro persi con oltre 15.000 imprese fallite e riduzione dell’6.9% della produzione. A questo deve anche aggiungersi che non si è ancora risolto il problema dei pagamenti dei crediti delle società vantati nei confronti delle P.A. nonostante le varie promesse ed i decreti “Sblocca Italia” per forniture e servizi già avvenuti.

  • Conseguenza di ciò, se lato premi contabilizzati complessivamente - paesi UE e Extra UE - il Ramo Cauzioni ha sostanzialmente tenuto nei primi 9 mesi del 2014 (-1,5%) rispetto al 2013, si ha la chiara percezione di un possibile - quanto appunto inevitabile - e generalizzato peggioramento in termini di S/P complessivi. Soprattutto su rischi legati al settore immobiliare delle costruzioni.

  • Conseguenza di ciò, se lato premi contabilizzati complessivamente - paesi UE e Extra UE - il Ramo Cauzioni ha sostanzialmente tenuto nei primi 9 mesi del 2014 (-1,5%) rispetto al 2013, si ha la chiara percezione di un possibile - quanto appunto inevitabile - e generalizzato peggioramento in termini di S/P complessivi. Soprattutto su rischi legati al settore immobiliare delle costruzioni.

  • Conseguenza di ciò, se lato premi contabilizzati complessivamente - paesi UE e Extra UE - il Ramo Cauzioni ha sostanzialmente tenuto nei primi 9 mesi del 2014 (-1,5%) rispetto al 2013, si ha la chiara percezione di un possibile - quanto appunto inevitabile - e generalizzato peggioramento in termini di S/P complessivi. Soprattutto su rischi legati al settore immobiliare delle costruzioni.

  • l primo è relativo alla mancata proroga dello slittamento dei termini per l’entrata in vigore della Garanzia Globale di Esecuzione, che ha reso detta garanzia obbligatoria, per alcune tipologie di Contratti Pubblici, a partire dal 01/07/2014. Ricordo che abbiamo più volte evidenziato nel corso degli anni l’impossibilità oggettiva al rilascio di dette garanzie dando delle importanti e valide alternative che potessero comunque soddisfare le esigenze di massima garanzia delle Stazioni Appaltanti. Ma nessuna apertura ad un confronto è stato fino ad ora avanzato da parte degli organi della politica. Stante questo scenario, gran parte del mercato assicurativo non potrà rilasciare garanzie (a partire dalla provvisoria) su appalti che richiedano la GGE, con il rischio, già evidenziato anche alla Camera con un “question time” direttamente al Ministro Lupi, che le gare vadano deserte o che vengano presentate garanzie di compagnie operanti in “dubbio” regime di LPS o di Finanziarie ex nuovo art. 106 del TUB (ex art.107) con tutti i rischi connessi all’effettiva capacità di presentare la GGE in caso di aggiudicazione. A tal riguardo ricordo che anche la risposta del Ministro Lupi è stata spiazzante: “..introdurremo la GGE su tutti gli appalti”, fraintendendo il nocciolo del problema evidenziato.

  • Il secondo è il recentissimo DL 21/11/2014 n.175 “Semplificazione fiscale” che ha di fatto cancellato la necessità di fideiussione per ottenere il rimborso anticipato dell’IVA purchè le società creditrici abbiamo determinati requisiti per società e la dichiarazione IVA abbia il cd “visto di conformità”. La conseguenza di questa nuova norma (per molti versi assolutamente condivisibile se ci mettiamo dalla parte dell’ìmprenditore/creditore), è inevitabile che avrà come ripercussione una diminuzione degli affari (e quindi premi) su queste garanzie. Ricordo che mediamente le garanzie per rimborso IVA nei nostri portafoglio possono pesare dal 15 al 25%.

  • Il terzo e ultimo punto, non però meno importante dei precedenti, è relativo alla Determinazione dell’ANAC n°01 del 14/08/2014 che ha incredibilmente sostenuto, contro le nostre validissime argomentazioni (sbagliando completamente l’interpretazione giuridica come abbiamo a gran voce segnalato), che le garanzie fideiussorie previste dal Codice degli Appalti siano a tutti gli effetti dei contratti autonomi di garanzia. Se a ciò leghiamo il fatto che è in riscrittura totale il Codice degli Appalti, è facile intuire quali tipi di garanzie vorranno introdurre a totale tutela delle Stazioni Appaltanti. Se a ciò poi pensiamo possa effettivamente essere introdotta la GGE su tutti i contratti, uso una espressione tecnica per rendere il concetto, allora “la frittata sarebbe bella e che fatta”.

  • Merita anche un breve accenno all’inclusione nella garanzia provvisoria, introdotta con il D.L.90/2014, della tutela relativa al pagamento delle sanzioni in caso di omessa o mancata presentazione di documenti sostanziali di gara. Per una poca chiarezza della norma stessa assistiamo alle più disparate richieste delle Stazioni Appaltanti al fine della sua applicazione. Per questo sono stati chiesti chiarimenti all’ANAC su quale effettiva impostazione questa garanzia debba avere.

  • Merita anche un breve accenno all’inclusione nella garanzia provvisoria, introdotta con il D.L.90/2014, della tutela relativa al pagamento delle sanzioni in caso di omessa o mancata presentazione di documenti sostanziali di gara. Per una poca chiarezza della norma stessa assistiamo alle più disparate richieste delle Stazioni Appaltanti al fine della sua applicazione. Per questo sono stati chiesti chiarimenti all’ANAC su quale effettiva impostazione questa garanzia debba avere.

  • I Gruppi di Lavoro, da sempre il motore trainante della nostra associazione, non hanno potuto esprimersi sui tradizionali livelli in quanto ci siamo trovati a dovere fronteggiare da un lato i relativamente pochi spunti tecnici sui quali mettere al lavori i nostri Gruppi, dall’altro le defezioni di alcuni dei componenti dei gruppi stessi, che per caratteristiche personali e professionalità tecniche non si è potuto sostituire in tempi rapidi.

  • Abbiamo anche dovuto rinunciare, per i motivi appena evidenziati, all’organizzazione del nostro ormai consueto Convegno di Settembre, divenuto momento istituzionale di incontro e condivisione con il mondo “delle Cauzioni” esterno alla nostra associazione. Unico aspetto positivo di tale evento l’unanime dispiacere da parte degli addetti ai lavori che ci ha fatto comprendere, se mai fosse stato necessario, quanto questo evento sia importante per il mercato e per l’associazione. Nonostante ciò non siamo comunque stati fermi. Anzi.

  • Un plauso va sicuramente al lavoro, svolto da RSA, sul tema della determinazione di un modello di Pricing adeguato alle nuove esigenze del mercato. Il metodo presentato tiene conto sia di rating di controparte forniti da Enti Certificati, che di dati interni alle singole compagnie come da es. la Loss Given Default o l’Exposure At Default. Lo scopo è quello di arrivare ad avere un metodo di tariffazione “oggettivizzato” e non basato solo sulla “sensibilità” dell’assuntore. Ricordo infatti che Solvency II ponendo come uno dei rischi da presidiare, il rischio di tariffazione sta di fatto imponendo un sistema di pricing molto più strutturato come quello proposto da RSA.

  • E’ continuata la consuetudine di parlare di Sinistri al fine di condividerne gli aspetti gestionali ed operatività. Il tutto per arrivare sempre meglio a definire le politiche e le modalità assuntive del Ramo Cauzioni. Ricordo che è stato infatti analizzato una situazione di pre-default su un intervento con garanzie ex legge 210/04 (presentazione di Reale Mutua) che ha dimostrato l’effettiva tenuta, in termini di controgaranzie, degli Accordi di Convenzione, ribadendo quindi, con metodo empirico, che questa è l’unica modalità possibile per operare in questo comparto. Cosi come grazie alla presentazione di un sinistro IVA da parte di Vittoria si è arrivati a stabilire, solo al terzo grado di giudizio, il valore (giuridico) “effettivo” della data dell’ordinativo di pagamento al fine di determinare la durata di una garanzia IVA.

  • Al di la poi di questi aspetti operativi vorrei soffermarmi a questo punto sul nostro futuro. Partendo dal passato. Ed in particolare dalla riunione di Settembre.

  • In quella riunione sono state a mio avviso gettate le basi sulla quali trasformare un momento di difficoltà e oserei dire di “smarrimento”, in una opportunità. Ritengo infatti che in tutti i momenti di crisi, per chi è particolarmente attento, vi sia sempre la possibilità di portare dei cambiamenti importanti. Ricordo che a settembre sono state condivise tra di noi delle riflessioni estremamente importanti che hanno avuto alla base una domanda molto semplice, ma altrettanto brutale: “ha ancora senso oggi l’attività del Concordato Credito e Cauzioni” Il dibattito che ne è scaturito, devo dire con un ritrovato entusiasmo e con massimo spirito di collaborazione, ha portato noi tutti a ribadire la necessità che l’Associazione resti un punto di riferimento per le compagnie consedenti in quanto: i) luogo di studio e approfondimento di normative ed aspetti della vita economica che impattano sul nostro settore, nonchè ii) luogo di confronto professionale, sempre necessario per la crescita di ciascuno di noi, dove per luogo non parliamo solo di uno spazio fisico, ma anche e soprattutto di uno spazio relazionale, fatto di rapporti interpersonali.

  • Il dibattito ha però, giustamente a mio avviso, evidenziato, nella totalità degli interventi, che l’attuale formulazione del Concordato Credito e Cauzioni non è più adeguata alle mutate condizioni del nostro settore e, più in generale, della realtà economica e politica in cui quotidianamente operiamo. Abbiamo sempre più bisogno di condividere idee per creare consapevolezza e fare cultura su quello che facciamo e quello che potremo fare. Abbiamo bisogno di confronti sempre più qualificati per poter fare il nostro lavoro sempre al meglio con la necessità di mediare tra esigenze di risultato del business ed esigenze del mercato.

  • Come conseguenza non abbiamo più alcuna necessità di restare “legati” a noi stessi, ma anzi dobbiamo continuare ed aumentare il confronto con il mercato in genere anche cercando il coinvolgimento (o ricoinvolgimento), nelle varie forme possibili, delle compagnie, che oggi non sono al nostro tavolo, delle associazioni di categoria e anche di altri operatori del settore.

  • Quindi, come nel 2004, si è deciso una nuova “rifondazione” partendo dai concetti sopraindicati. La Presidenza ha quindi preso in carico il mandato conferitole dall’Assemblea con tutto l’entusiasmo che questo compito comporta, ben conscia anche di tutte le criticità che un progetto simile può trascinare con sè, ed ha costituito un Gruppo di Lavoro, forse il più importante, al fine di tradurre in concreto, entro giugno del prossimo anno, le esigenze e le richieste emerse in assemblea.

  • Vorrei solo aggiungere che questa è una sfida importante che non possiamo permetterci di perdere. Perdere vorrebbe dire, molto probabilmente la fine della nostra associazione.

  • Al di là del gruppo di lavoro costituito quindi questo compito richiederà la massima presenza e partecipazione di tutte le consedenti. Mai come ora è fondamentale avere tutti noi compatti e credere fermamente che questo cambiamento sia possibile.

  • In chiusura permettetemi di rivolgere un pensiero speciale ad Italo Nannini il nostro segretario che a fine dicembre cesserà la sua collaborazione con noi. Per decenni è stato la nostra memoria ed il filo comune tra “generazioni” di cauzionisti. Per me, “giovane dell’associazione” è stato un punto di riferimento; il Concordato Credito e Cauzioni al di là di tutti i validissimi colleghi che si sono succeduti in questi anni, è vissuto, cresciuto e cambiato sempre con una certezza: la presenza di Italo. Per questa Sua costante, professionale e, permettetemi, anche elegante presenza nei lavori di questa associazione, rivolgo a Italo il mio personale ringraziamento.